Mance, mancette e mezze verità

Ennesimo decreto fuffa col quale si intorbidiscono le acque per nascondere le magagne di una maggioranza incapace di affrontare l’emergenza salariale.

Il disegno di legge “Anticipi” (DDL 145/2023 “recante misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” incardinato in Senato) presenta un interessante intervento sul prossimo rinnovo contrattuale.

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La Scuola ha bisogno di certezze: dopo il contratto, da rivedere il reclutamento

La firma del CCNL affronta il problema più immediato dell’emergenza salariale, con un primo aumento, ma restano aperti problemi enormi strutturali che riguardano il reclutamento e gli organici.

La firma del CCNL Istruzione e Ricerca per l’anticipo stipendiale (95% per totale) del personale e l’impegno a riprendere subito le trattative per la parte normativa, risolve soltanto una parte dei problemi che oggi affliggono la Scuola, il personale scolastico e gli studenti. Si affronta quello più immediato dell’emergenza salariale, con un primo aumento, ma restano aperti problemi enormi strutturali che riguardano il reclutamento e gli organici.

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Scuola: sottoscritta l’Ipotesi di CCNL Istruzione e ricerca per il triennio 2019-2021 (anticipo parte economica)

Un buon accordo che sblocca i fondi e garantisce gli aumenti per Natale. Ma la trattativa non è finita.

Facendo seguito all’impegno politico di ieri 10 novembre, oggi all’ARAN è stato sottoscritta l’ “Ipotesi di CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2019-2021“.

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Un primo passo verso il rinnovo del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca

Siglato un accordo politico per mettere subito a contratto il 95% delle risorse per il rinnovo del CCNL. Niente più merito, tutto sullo stipendio fisso.

Il 10 novembre è stato siglato un’intesa politica fra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ovvero il ministro Giuseppe Valditara, e le Organizzazioni Sindacali. Si tratta soltanto di un accordo politico che dovrà tramutarsi in contratto nella giornata dell’11 novembre.

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Gli stipendi degli insegnanti

Secondo le rilevazioni più aggiornate, in Italia un insegnante tra i 25 e i 64 anni che lavora in una scuola media pubblica percepisce in media circa 41.800 dollari lordi all’anno. La media dei 22 Paesi dell’Unione europea membri dell’Ocse è pari a 47.375 dollari, mentre quella dell’Ocse a 47.988 dollari

La fonte più completa e autorevole per confrontare gli stipendi degli insegnanti tra Paesi diversi è il rapporto Education at a glance realizzato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

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