Cent’anni di riforma Gentile e c’è tanta strada da fare

Il 17 aprile 2023 sono stato invitato dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano a partecipare ad una discussione seminariale sulla Riforma Gentile a cent’anni dalla sua promulgazione: era prevista anche la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

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Un governo da zero in condotta!

Questo governo confonde autorità con autorevolezza: nel consiglio dei ministri del 18 settembre, insieme al ddl sulla filiera formativo-professionale, è stato varato anche un provvedimento che vuole dare un giro di vite alla maleducazione a scuola. Col 6 in condotta si potrà essere bocciati!

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (seconda parte)

Nel testo passato alla Camera lo scorso 11 gennaio, nonostante la riscrittura mediata in commissione attraverso un artificioso gioco di parole (“Al fine di promuovere la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, il Ministero dell’istruzione, a partire dall’anno scolastico 2022/2023, favorisce lo sviluppo delle competenze non cognitive nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado”) resta nella proposta di legge AC 2372 un’idea logia pseudo-pedagogica sottesa che ancora genera diverse incongruenze: quest’incursione della legge negli aspetti ordinamentali dell’insegnamento è un intervento, scomposto e ignorante (in senso etimologico), sul metodo didattico.

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (prima parte)

È stata di recente approvato alla Camera, su proposta dei deputati Lupi, Delrio, Aprea, Toccafondi, Casa, Lattanzio, Garavaglia, Frassinetti, Palmieri, Cattaneo, Gariglio, Colucci, Calabria, Gelmini una legge “trasversale” (A.C. 2372) che prevede, a partire dall’anno scolastico 2022/23, un progetto sperimentale triennale per promuovere nella Scuola (statale, paritaria, CPIA e CFP) lo sviluppo delle competenze non cognitive.

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La valutazione che educa, di Cristiano Corsini [FrancoAngeli, 2023]

La crisi della pandemia da Covid ha messo a nudo delle carenze pedagogiche e didattiche che ormai da anni si trascinano in Italia e nel mondo, e non solo in ambito educativo: il ripiego sulla Didattica a Distanza (DaD, poi divenuta Didattica Digitale Integrata, DDI) ha permesso di focalizzare un arretramento nell’elaborazione pedagogica, ma soprattutto sull’uso della valutazione come strumento di certificazione dei risultati raggiunti. Al netto delle discussioni strumentali, spesso portate avanti da non addetti ai lavori, la Scuola, la parte sana e responsabile della Scuola, ha potuto ragionare su alcune pratiche di insegnamento e di valutazione che si sono cancrenizzate in questi decenni.

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La pedagogia del sorvegliare e punire: il vademecum del ministro del merito

In pochi giorni il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sciorinato ampie perle della sua visione ideologica della Scuola e della società, basata sul merito e sull’umiliazione dei più deboli.

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La pedagogia del lavoro di Giuseppe Valditara (MIM)

Benché non ci si finisca mai di stupire e possiamo aspettarci un tale atteggiamento da “un governo del fare” come quello descritto da Giorgia Meloni nel suo discorso di insediamento (“non disturbiamo chi vuole fare“) , a leggere l’articolo comparso su Libero lo scorso 12 novembre, con intervento del ministro Giuseppe Valditara, si accappona la pelle …

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Oltre il capitale umano

Riporto qui due miei scritti recenti sul tema del “capitale umano”.
L’espressione «capitale umano» è lontana dal concetto stesso di scuola. Piega l’intera società e i suoi orizzonti al mercato e alla produzione. Affermare un lessico pedagogico dove «valutare» significa «valorizzare», «insegnare» «lasciare segni» e «imparare» «essere preparati» per altre sfide. Il sapere va allontanato dall’addestramento, in quanto è sale della vita, «ciò che rende saporita la vita»

Oltre Il Capitale Umano by m.deconca


Mario Lodi e la scuola senza voti

Quando Mario Lodi consegue la sua abilitazione all’insegnamento e viene destinato alla scuola di San Giovanni in Croce (CR) nel 1948 l’Italia inizia il suo faticoso percorso di pacificazione, unificazione e ricostruzione. Dopo gli anni di carcere e di militanza antifascista, a Mario Lodi, come ad altre migliaia di maestri di nuova formazione, è affidato il compito di rimpiazzare gli insegnanti del Ventennio e dare nuova linfa al popolo italiano, non più suddito dei Savoia ma orgogliosamente repubblicano e rappresentato dalla Costituzione.

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