Cent’anni di riforma Gentile e c’è tanta strada da fare

Il 17 aprile 2023 sono stato invitato dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano a partecipare ad una discussione seminariale sulla Riforma Gentile a cent’anni dalla sua promulgazione: era prevista anche la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (seconda parte)

Nel testo passato alla Camera lo scorso 11 gennaio, nonostante la riscrittura mediata in commissione attraverso un artificioso gioco di parole (“Al fine di promuovere la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, il Ministero dell’istruzione, a partire dall’anno scolastico 2022/2023, favorisce lo sviluppo delle competenze non cognitive nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado”) resta nella proposta di legge AC 2372 un’idea logia pseudo-pedagogica sottesa che ancora genera diverse incongruenze: quest’incursione della legge negli aspetti ordinamentali dell’insegnamento è un intervento, scomposto e ignorante (in senso etimologico), sul metodo didattico.

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (prima parte)

È stata di recente approvato alla Camera, su proposta dei deputati Lupi, Delrio, Aprea, Toccafondi, Casa, Lattanzio, Garavaglia, Frassinetti, Palmieri, Cattaneo, Gariglio, Colucci, Calabria, Gelmini una legge “trasversale” (A.C. 2372) che prevede, a partire dall’anno scolastico 2022/23, un progetto sperimentale triennale per promuovere nella Scuola (statale, paritaria, CPIA e CFP) lo sviluppo delle competenze non cognitive.

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L’inganno della meritocrazia

Il dibattito sul merito e sui meritevoli infiamma la società contemporanea, quella cioè che è uscita dalle paludi dello stato feudale e moderno, liberandosi dell’ancien régime dell’aristocrazia per nascita, per impantanarsi nei lacciuoli dello stato liberale, nella sua variante tecnocratica e capitalistica.

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