Se potessi avere 4.718 euro nette al mese … di salario minimo!

L’onorevole Piero Fassino, in una seduta estiva del Parlamento per l’approvazione del Bilancio annuale della Camera, ha fatto un’operazione trasparenza sventolando la sua “busta paga” ed invitando tutte le onorevoli colleghe e tutti gli onorevoli colleghi a respingere ogni tipo di accusa sugli stipendi d’oro dei deputati, visto che al netto, defalacate tutte le voci imponibili, si arriva ad un netto di 4.718 euro al mese! Non è uno stipendio d’oro. Ah no?

Evito di ricostruire tutte le voci di imponibil ed altro, rimandando a commenti esterni e alla nota specifica della Camera (lettura molto interessante, che suggerisco), però provo qualche riflessione, soprattutto in un momento in cui si parla di “salario minimo” definito per legge.

(intervento di Pietro Fassino alla Camera)

La prima: il problema non è di per sé lo stipendio che è comunque consistente (al netto più del doppio di un docente di scuola secondaria di secondo grado e di gran lunga superiore a quello di un DSGA o di un Dirigente Scolastico). Il problema è dato da tutte le altre voci che accompagnano questo stipendio, a cominciare dalle tanto evocate indennità e dai contributi per gli spostamenti, contributi pensionistici. Per non parlare della diaria di 3.500 euro mensili che normalmente versata a favore dei partiti di appartenenza (finanziamento pubblico ai partiti?).
O il sistema dei vitalizi che comunque questo governo di ‘patrioti’ ha deciso di mantenere in vita (per la cronaca quando si è votato per l’abolizione dei vitalizi il partito di Piero Fassino, il PD, si è astenuto).
A questi poi si aggiungono tutti i benefit, meglio i privilegi, di sconti, riduzioni, agevolazioni di cui godono i parlamentari.
Il problema, ripeto, non è lo stipendio in sé, ma il potere d’acquisto che deriva da questo stipendio sgravato di altre voci che un normale lavoratore invece paga col suo stipendio.

La seconda: si sta discutendo di “salario minimo” introdotto per legge, una misura importante alla quale a breve dedicherò una riflessione specifica. Ebbene se si prende lo stipendio lordo di 10.500 euro mensili, per un deputato, contando la giornata di 8 ore lavorative, lo stipendio orario lordo è di 43 euro l’ora, oppure se vogliamo calcolarlo al netto (cioè sui 4.718 euro) è di circa 20 euro l’ora.

La terza: Fassino è in Parlamento dal 1994! Ovviamente non è il solo, però proviamo a moltiplicare tutti questi numeri per la sua carriera trentennale. Senza contare gli incarichi che ha ricoperto …

Il merito dell’intervento di Fassino, che ha provocato il significativo intervento della segretaria del suo partito, Elly Schlein (“Fassino ha parlato a titolo personale, in dissenso rispetto al voto del Pd. Noi continuiamo a batterci per il salario minimo”), è quello di aver portato nei giusti termini di realtà la discussione sul salario minimo che andrebbe ragionato nell’ottica proprio di questi stipendi.
Le politiche economiche, soprattutto in epoca di crisi, devono proteggere il lavoro e anziché abbattersi sui lavoratori più poveri, a cui è tolto anche il “reddito di cittadinanza” (altra storia triste del governo dei patrioti) come misura provvisoria, tende a tutelare sempre i più forti.
Si tratta di una storia vecchia, che è arrivato il momento di archiviare per un nuovo sistema sociale di tutele del lavoro e delle lavoratrici e lavoratori.


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