pace fiscale

Mentre il fronte ucraìno vive un momento di rinnovata recrudescenza bellica con la Russia che riprende a bombardare il porto di Odessa, il nostro governo preferisce interessarsi alla pace fiscale!

Il problema oggi non è assicurare la pace fra i popoli, non è porre un argine al nanismo diplomatico che sta devastando politicamente, socialmente e umanamente i confini dell’Europa con enormi conseguenze sul resto del Mondo, ma mettere al sicuro gli evasori fiscali con uno “scudo” che, nella prassi della politica italiana, possa condonare.
La soluzione è presentata come necessaria per far rientrare nel circuito dei virtuosi quelli che hanno cartelle fiscali fino a 30.000 euro ancora non evase.
Si tratta di una storia già vista che continua a mettere a nudo l’inefficacia dell’azione del nostro governo, ma in parte anche dei governi precedenti, forte con i deboli e debole con i forti, visto che avviene in contemporanea con l’idea di riforma della Giustizia e di affossamento del salario minimo.

L’ennesima dimostrazione di come la politica non è uguale per tutti.


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