La Repubblica resiste: sosteniamola!

La Costituzione della nostra Repubblica va tutelata, va applicata, a partire dalle disposizioni contro ogni forma di partito che si ispiri ai disvalori del fascismo.

Non sono pochi gli attacchi che la nostra Repubblica sta subendo in questi ultimi mesi: dallo spettro dell’autonomia differenziata, al presidenzialismo.

L’idea non è cambiare per migliorare, ma cambiare per rendere sempre più ristretto il recinto della democrazia e della partecipazione.
Perché l’importante è cambiare, fare qualcosa di diverso, non qualcosa di utile per tutti.
Lo dimostra l’autarchia delle ultime decisioni: la Corte dei Conti rallenta l’attuazione del PNRR perché pretende di controllare la fattibilità dei progetti? Giorgia Meloni si autoriduce i controlli.
La Repubblica chiede a tutti i cittadini di partecipare con una tassazione progressiva? Giorgia Meloni denuncia il pizzo di Stato.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

(Costituzione Italiana, art.53)

Oggi celebriamo la festa della nostra Repubblica, nata da un referendum del 2 giugno 1946: voto legittimo, anche se contestato, che chiudeva solo parzialmente la parentesi del ventennio monarchico-fascista. Su quegli anni infatti dovremmo ritornare, per celebrare la nostra Norimberga, dato che non abbiamo mai chiuso davvero quella stagione con una condanna aperta, esplicita, seria, dura nei confronti di chi aveva diviso il nostro Paese consegnandolo nelle mani di chi ne aveva fatto un avamposto di razzismo, omofobia e intolleranza.

Oggi sono tornati, ma non a caso e non con una marcia su Roma: sono tornati perché sono stati legittimamente eletti e stanno lavorando per riportarci indietro in quel baratro.

La Repubblica resiste, ma dobbiamo sostenerla con una forte campagna culturale e sociale che ci aiuti a far capire che tutti i valori (se si possono dire tali) del neoliberismo, del capitalismo e del fascismo, che bene si combinano per portarci verso una società individualista ed escludente, non hanno una prospettiva futura, ma sono un cancro degenerativo che ci porterà all’autodistruzione.

Oggi il confronto è azzerato o censurato: preoccupiamoci per come sono stati occupati e presidiati i mezzi di comunicazione e per come si sta affermando una narrazione totalmente distorta dalla realtà sociale. Preoccupiamoci, ma reagiamo contro l’idea di privatizzazione dei beni comuni, di anarchia economica, di propaganda ideologica.

Abbiamo i mezzi e le ragioni per poter portare avanti una profonda battaglia culturale, basata su temi forti: il lavoro stabile e dignitoso, i beni comuni come strumento di crescita collettiva [penso alla scuola, all’istruzione, alla formazione, alla sanità], una crescita sostenibile che affronti in modo corretto il tema ambientalista.

La Costituzione della nostra Repubblica va tutelata, va applicata, a partire dalle disposizioni contro ogni forma di partito che si ispiri ai disvalori del fascismo.

Il nostro compito è sostenere la libertà di pensiero, di partecipazione e di democrazia, la solidarietà e l’inclusione, per noi e per chi verrà dopo di noi.

Massimiliano
Massimiliano
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