integrazione

Quello che è successo intorno alla scuola di Pioltello è stato, da parte delle Istituzioni, un atto di bullismo istituzionale e di pericolosa regressione culturale.

Bullismo istituzionale – In un primo momento, la delibera dell’IC di Pioltello è stata presa di mira dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, che ha chiesto una verifica all’USR Lombardia, con relativa nota di irregolarità (???) prontamente sanata dalla comunità educante e democratica dell’Istituto, il Consiglio d’Istituto, che -riunitosi il 25 marzo- ha confermato la sospensione delle lezioni per il 10 aprile (giorno di fine Ramadan) rinunciando ad un altro paio di giorni si chiusura della scuola. Tutto finito? Neanche per sogno! Dopo il Ministro, l’Europarlamentare Angelo Ciocca invia una lettera al dirigente scolastico, invitando a spese sue (???) tutti i bambini della Scuola a Bruxelles per vedere come funziona il Parlamento Europeo (ma quelli della Lega non sono quelli di Roma-Ladrona e no all’Europa? quelli dei cappi e dei cartellini rossi?)

Successivamente la stessa Lega presenta al Consiglio Regionale della Lombardia una mozione per impegnare il governo a dare maggiori poteri di controllo alle Regioni sul calendario scolastico per combattere la discontinuità didattica.
Nel mentre lo stesso Ministro ha sragionato su tetti degli alunni stranieri (! ma sono stranieri o di un’altra religione?), sulla necessità di integrazione dei non italofoni (! ma lo sono davvero o sono di un’altra religione? o forse hanno famiglie non italofone, ma sono nati in Italia?), su classi differenziali

Barbarie e regressione culturale – Al termine di una discussione grottesca, dove si sente anche che c’è il tentativo di istituire nuove feste religiose, oppure che si sta tradendo l’identità cristiana del popolo italiano, il Consiglio vota e respinge la mozione (33 favorevoli, 34 contrari), con un chiaro contributo, schermato dal voto segreto.

Analisi dei fatti
(a) L’istituto ha sempre operato nella legalità e all’interno del perimetro delle norme costituzionali, nazionali e regionali, deliberando all’unanimità (in consiglio d’istituto i genitori rappresentanti sono tutti italofono e italiani, ma su questo tornerò) una decisione di natura pedagogico-didattica che riconosce una particolarità e peculiarità della comunità educante di quel territorio.
(b) Alcuni ne hanno fatto una battaglia ideologica di natura xenofoba ed autoritaria (in vista delle prossime elezioni europee di giugno 2024), dai toni volgari e ignoranti: si parla indistintamente di musulmani, islamici, stranieri etc. senza contare che si tratta di bambini e ragazzi probabilmente italianissimi per nascita di famiglie musulmane che costituiscono il 43% del tessuto scolastico di quel territorio. Queste accuse, intrise di odio, celano la criminale paura di chi ragiona con pregiudizi e senza cognizioni di causa, fomentando odio e razzismo.
(c) Alcuni, gli stessi, hanno provato ad anticipare l’autonomia differenziata ed il regionalismo spinto prendendo di mira la scuola e puntando al controllo diretto degli organi collegiali, con una manovra verticistica che vuole limitare gli spazi di libertà di pensiero, culto religioso, appartenenza sociale.
(d) Se si vuole combattere la discontinuità scolastica bisognerebbe concretamente investire sulle istituzioni scolastiche, sul personale scolastico, sul tempo scuola, azzerando il precariato (in Lombardia oltre il 25%), aumentando gli organici secondo i reali bisogni delle classi, aumentando il numero delle classi in modo che il numero degli alunni per classe sia sostenibile e rispondente, facilitando l’attività progettuale deliberata dagli organi collegiali in modo che l’autonomia scolastica non sia un semplice titolo di un libro, ma un valore da agire.

La FLC CGIL a difesa della Costituzione
La FLC CGIL è scesa in campo a difesa e tutela dell’autonomia scolastica, della libertà degli organi collegiali di agire i loro poteri in coerenza con il quadro normativo e costituzionale, ma anche a tutela degli studenti e delle famiglie che, lontani dalla propaganda politica, riconoscono sia il ruolo dell’ente regolatore (definire le linee di massima del calendario scolastico) sia i bisogni di un territorio che crede nella diversità di lingue e di tradizioni individuandone il valore universale inclusivo.

Quella che c’è stata intorno alla scuola di Pioltello è stata una battaglia culturale che ha visto prevalere la democrazia della Costituzione, fatta di libertà di pensiero, fatta di ascolto delle diversità, inclusione ed integrazione.

Ma appunto è stata una battaglia vinta, perché la guerra contro l’oscurantismo di una certa politica di destra non è finita.

La FLC CGIL e la CGIL ci sono, a difesa e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie, delle studentesse e degli studenti, dell’Italia antifascista.

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