Il precariato come dispositivo di controllo

Non abbiamo bisogno di continue riforme scolastiche, abbiamo bisogno di essere ascoltati: meno slogan, più concretezza

I dati sul precariato nella Scuola lombarda sono impietosi: quasi il 25% dei posti disponibili in organico di diritto sono coperti con contratti di supplenza, l’organico di sostegno è praticamente raddoppia ed entra negli standard nazionali soltanto grazie alle deroghe, l’offerta formativa professionalizzante è insufficiente rispetto i bisogni reali delle scuole.

Partiamo dal primo dato: l‘accantonamento dei posti per i futuri concorsi ha sottratto alle disponibilità delle immissioni in ruolo per il 2023/24 il 50% dei posti, circa 10.000 su 21.000:

Si tratta di un dato fortemente penalizzante per la Lombardia (10.227 accantonamenti, 47% dell’organico disponibile dopo la mobilità) se confrontato col dato nazionale (30.621, ovvero il 36% complessivo degli 81.428 posti disponibili).

Questo significa che in percentuale in Lombardia sono state autorizzate meno stabilizzazioni che sull’intero territorio nazionale, con dati che, per quanto apparentemente confortanti, sono molto discutibili, visti gli esiti del reclutamento (al 1/9/2023, dati Usr Lombardia):

Infatti, soltanto il 52% dei posti disponibili (5.073) sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato, a fronte di ben 4.729 posti stabilizzati grazie allo stratagemma della chiamata da GPS di prima fascia.

Significa almeno tre cose:

  • l’inefficacia dei concorsi e delle GAE (graduatorie ad esaurimento) per la stabilizzazione del personale;
  • l’ininfluenza della cosiddetta call-veloce (chiamata da graduatorie di altre regioni) [soltanto 260 stabilizzazioni];
  • l’uso massiccio di graduatorie normalmente utili per le supplenze a fronte di canali di stabilizzazione esauriti (le GPS di prima fascia di sostegno).

Il governo allora che fa? Il governo preferisce bloccare il canale delle stabilizzazioni di prima fascia sostegno GPS, non prorogando lo strumento di reclutamento per l’a.s. 2024/25!!!
Un’operazione davvero miope, se si considera che l’organico di sostegno in Lombardia è composto da circa 17mila posti di cui soltanto 9mila erano effettivamente coperti, mentre gli altri destinati a supplenze. Di quei 9mila sono stati coperti solo 2mila posti circa (con contratto a t.d. essendo GM e GAE esaurite per questa tipologia di posto), il che vuol dire che il prossimo anno scolastico saranno inizialmente disponibili, perché vacanti, almeno 7mila posti, in un contesto di emergenza, se si considera che l’organico praticamente raddoppia nel passaggio dal diritto al fatto (le deroghe sono infatti circa 13mila):

Purtroppo l’adeguamento con le deroghe non è affatto una novità, ma quei 13mila sono ormai una quota fissa, anzi in espansione (lo scorso anno l’organico è fluttuato da 17.043 a 30.274, dati Usr Lombardia).

Ci si aspetterebbero almeno due operazioni:

Niente di tutto questo! A dimostrazione che la precarizzazione è uno strumento di controllo. Senza contare che i posti disponibili (al momento almeno 12-13 mila) sono destinati a crescere, considerati i dati sulle cessazioni (in media circa 5mila in Lombardia) e quelli dei trasferimenti in uscita (in media 1.700-2.000).

Chiaro che ad oggi le politiche scolastiche di questo governo, ma anche di quello precedente, sono inadeguate:

  • manca una reale programmazione dei fabbisogni delle scuole,
  • manca il coraggio per una operazione straordinaria di immissione in ruolo che parta dalla valorizzazione del personale già abilitato, formato e specializzato, già impiegato nelle scuole, ma in attesa di una risposta seria dal Ministero,
  • manca la previsione di percorsi formativi professionalizzanti a lungo respiro.

Insomma, è arrivato il momento di abbandonare gli slogan propagandistici per ragionare seriamente e concretamente sulla Scuola, che non è un luogo da continuare a plasmare con ideologie instabili, ma è un luogo fatto di persone che hanno bisogno di essere ascoltate.


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