I rapporti di lavoro nell’epoca dell’informatizzazione dei sistemi: un sistema alienante!

Affidare tutto ad un algoritmo è un atto di fede informatico che si concretizza nella sfiducia della prestazione umana e nel disinvestimento in risorse umane

L’apertura delle funzioni delle istanze online per le supplenze e le nomine in ruolo consegna anche quest’anno all’algoritmo il futuro prossimo di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori, in Lombardia e nel resto d’Italia.

Si tratta di un metodo di procedere che disumanizza il rapporto di lavoro in momenti cruciali dell’anno, negando agli interessati l’assistenza necessaria per essere accompagnati in una scelta, quella della nomina in ruolo, ma anche quella della supplenza annuale, più consapevole.

Il fatto poi che queste operazioni si accavallino, pur intersecandosi le due procedure, e comprendano scadenze compresse come i fine settimana non è un punto d’orgoglio per una società avanzata e civile, ma l’affermazione dell’alienazione del lavoro: è giusto che le scelte delle province e delle scuole di futura titolarità avvengano senza informazioni utili per capire le disponibilità reali e la collocazione delle scuole nel contesto sociale del territorio? Come può un aspirante operare una scelta consapevole di domenica, senza che nessuno possa assisterlo?

Il lavoro diventa alienante, spersonalizzato, ridotto a numeri secondo principi di efficacia ed efficienza che però non corrispondono alla qualità del servizio reso, anzi mascherano enormi vuoti organizzativi: lo svuotamento degli uffici scolastici territoriali e regionali, privati di una pianta organica di personale qualificato pronto a fornire supporto.

Affidare tutto ad un algoritmo è un atto di fede informatico che si concretizza nella sfiducia della prestazione umana e nel disinvestimento in risorse umane: la contrazione dei tempi di elaborazione delle domande è umiliante e non tiene conto delle richieste di assistenza di decine di migliaia di persone.

Il governo ed il Ministero confermano la politica del risparmio sui settori dell’Istruzione e sulla Scuola in particolare, anticipato già dalla scelta di non provare a stabilizzare tutti i posti vacanti presenti oggi in organico: sono messi a disposizione poco più di 50.000 posti sugli 84.000 disponibili, per la Lombardia circa 12.000 su 24.000. Anziché programmare la copertura dei posti, si è scelta la strada della loro precarizzazione.

Nel frattempo la FLC CGIL Lombardia sta facendo, come sempre, la sua parte: le 12 strutture territoriali provinciali e quella regionale stanno sostenendo le lavoratrici ed i lavoratori fornendo assistenza continua e competente.

La FLC CGIL Lombardia rivendica delle politiche di maggiore serietà nei confronti della Scuola, che deve essere accompagnata e sostenuta da una attenta programmazione delle risorse, dalla formazione del personale e da investimenti in organici e supporti.


Massimiliano
Massimiliano
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