Essere radicati per essere radicali

Proponiamo un’idea di società che nasce dal popolo, lo rispetta, non lo usa; lo valorizza e non lo umilia; lo unisce e non lo divide, per una crescita collettiva, che non lasci indietro nessuno.

Il percorso di mobilitazione della CGIL prosegue senza sosta e prevede una manifestazione nazionale il 30 settembre 2023 in preparazione di un eventuale sciopero geneale in autunno. Non è un mistero, ma è sicuramente necessario chiarirne qui le ragioni politiche e sociali.

Si tratta di una scelta di campo netta che mira a sovvertire l’attuale paradigma sociale e politico, dunque anche economico, che quest’ultimo governo di destra-centro sta portando avanti in perfetta continuità con quelli precedenti, nel solco di una visione neoliberista e tecnicista che punta alla mercificazione del lavoro, al controllo degli spazi di democrazia, all’affermazione di un modello paternalistico e populista che mina l’intera tenuta etica, morale e culturale del nostro paese.

Per questo la CGIL ha scelto di rompere ogni indugio e accelerare la mobilitazione individuando date ed obiettivi ben precisi.
L’azione fatta dalla CGIL in questi mesi è un’azione politica e partitica: raccogliere, confrontarsi e organizzare tutte le realtà associative e civili disponibili ad un percorso di inversione di tendenza rispetto ad una gestione della ‘cosa pubblica’ sempre più individuale, a vantaggio di pochi, escludente ed umiliante verso il mondo del lavoro, dei pensionati, ma della società civile tutta.

La manifestazione del 30 settembre ha una piattaforma ampia rivendica politiche eque per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare.

Temi alti e trasversali, che vanno oltre la singola ed individuale vertenza per rientrare in una rivendicazione più ampia che raccoglie e non frantuma tutte le istanze del mondo del lavoro e della società civile, temi che vogliono creare alleanze attraverso un confronto schietto.
Per questo è fondamentale un’azione di informazione capillare, attraverso assemblee e iniziative finalizzate a mettere sul piatto temi di cui oggi il main stream non parla: perché nel paradigma sociale di oggi i temi non sono presentati, sono direttamente attuati. E questo metodo non ci piace. Non basta dire dei NO fermi a quanto ci sta portando sempre più velocemente verso una situazione di impoverimento ed imbarbarimento irreversibile, è ora di agire.

Noi proponiamo un’idea di società che nasce dal popolo, lo rispetta, non lo usa; lo valorizza e non lo umilia; lo unisce e non lo divide, per una crescita collettiva, che non lasci indietro nessuno.

In pericolo c’è la tenuta della nostra democrazia e della nostra Costituzione.


Massimiliano
Massimiliano
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