Manifestazione a Bruxelles: Insieme contro l’austerità (12/12/23)

I ministri delle finanze di tutti i paesi dell’UE si sono incontrati a Bruxelles, così come i membri del Parlamento europeo.
Alcuni di loro stanno spingendo per riportare l’Europa a rigide regole di austerità.
Ciò costringerebbe i governi nazionali ad apportare drastici tagli alla spesa.

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Le ragioni dello sciopero del 17 novembre: basta elemosine!

Il 17 novembre inizia per la CGIL una seconda fasi di mobilitazione.

La CGIL, insieme alla UIL, ha proclamato uno sciopero generale articolandolo per territori e in alcuni casi (per rispettare la legge 146) per categorie: il 17 novembre, infatti, sciopereranno lavoratrici e lavoratori del comparto della Conoscenza (Scuola, statale e non statale, università, alta formazione professionale e ricerca), insieme al personale del pubblico impiego.

 Non giriamoci troppo intorno: questo sciopero è un atto dovuto e necessario di fronte alle mancanze di questo governo, alla sua inaffidabilità, alla sua indisponibilità al confronto.

 Negli scorsi mesi abbiamo fatto assemblee e manifestazioni, abbiamo ascoltato il personale della Conoscenza, abbiamo chiesto incontri al Governo ed ai Ministeri, rivendicando:

–   un piano strutturale per il reclutamento che valorizzi i precari ed i giovani

–    una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, senza penalizzazioni

–   un adeguato ristoro salariale, a fronte della continua perdita di potere d’acquisto degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Le nostre richieste non hanno avuto risposte.

Non hanno avuto risposte i precari, anzi il Governo prevede ulteriori tagli alle sedi scolastiche, e quindi all’organico, con buona pace della lotta alla dispersione scolastica.

Non hanno avuto risposte i pensionati, anzi il Governo prevede delle nuove aliquote pensionistiche con una perdita del 20% dell’attuale valore delle pensioni.

Non hanno avuto risposte milioni di lavoratori che chiedono stipendi dignitosi: anziché pensare con la Legge di Bilancio a reperire le risorse per rafforzare il potere d’acquisto degli stipendi del pubblico impiego (l’inflazione per il triennio 2022/24 è calcolata al 18%, in Legge di Bilancio si prevedono aumenti per il 5,8%, con una perdita media di circa 300 euro per lavoratore), il Governo unilateralmente e demagogicamente definisce per decreto un anticipo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale per il solo personale di ruolo di circa 900 euro lordi medi.

 Questo Governo, il suo esecutivo, continua ad umiliare ed offendere il lavoro pubblico, proseguendo una chiara politica di impoverimento dei servizi pubblici essenziali (l’istruzione, la ricerca, la sanità …) per consegnarli nelle mani dei privati.

Sciopereremo per ribadire la nostra contrarietà allo smantellamento del sistema della Conoscenza pubblica e democratica come sancita dalla Costituzione.

E sciopereremo anche al fianco degli studenti e delle studentesse a cui si sta negando l’accesso universale al diritto allo studio universitario: la frequenza delle università è diventata un lusso che possono permettersi in pochi. Come sempre, la selezione del merito (concetto degno di un governo povero di idee) è fatta sul censo.

Sciopereremo perché sia garantito il diritto di tutte le studentesse e di tutti gli studenti ad un’istruzione ed una formazione adeguata ad ogni latitudine o longitudine, ovunque siano nati ed ovunque abbiano scelto di vivere: la Conoscenza è un bene universale che non può dipendere da politiche a geografia variabile, come vorrebbe il disegno di legge sull’autonomia differenziata.

La Conoscenza ha bisogno di investimenti strutturali, certi, che possano permettere una programmazione a lungo respiro su organici, ampliamento dell’offerta formativa contro la dispersione scolastica e per il diritto allo studio ed al lavoro di tutte e tutti, non soltanto di pochi.

La Conoscenza è l’unico strumento determinante per una reale uguaglianza civile e sociale, non può essere un titolo di uno spot propagandistico.

La FLC CGIL Lombardia invita tutte le lavoratrici ed i lavoratori dei settori della Conoscenza, pubblici e privati, dalle Scuola, all’Università, agli Enti di Ricerca, agli Enti di Formazione, ai Conservatori ed alle Accademie, a scioperare il 17 novembre dalle ore 10,00: porteremo la nostra protesta davanti al Palazzo della Regione Lombardia a Milano.

Non finisce qui, perché non ci fermeremo finché non saremo ascoltati.

E’ il momento di passare dalle parole ai fatti: rinnoviamo il CCNL Formazione Professionale!

 La FLC CGIL è da tempo impegnata nel rinnovo del CCNL Formazione Professionale, fermo ormai dal 2013.

Apprendiamo ora, dopo 10 anni di mancato rinnovo e oltre 3 anni di trattative che non hanno prodotto avanzamenti, dalle dichiarazioni dell’assessore Tironi della Regione Lombardia e dalla presidenza di CIOFS (Centro Italiano Operatrici Femminili Salesiane) che il rinnovo del CCNL è diventato un obiettivo anche per le istituzioni e per la parte datoriale.

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Contrasto al lavoro povero e rappresentatività: obiettivi per rilanciare la lotta sociale

Dal confronto fra partiti e governo dell’11 agosto emerge la proposta di rimandare tutta la questione sul salario minimo al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), dove tutte le parti sono rappresentate.

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Se potessi avere 4.718 euro nette al mese … di salario minimo!

L’onorevole Piero Fassino, in una seduta estiva del Parlamento per l’approvazione del Bilancio annuale della Camera, ha fatto un’operazione trasparenza sventolando la sua “busta paga” ed invitando tutte le onorevoli colleghe e tutti gli onorevoli colleghi a respingere ogni tipo di accusa sugli stipendi d’oro dei deputati, visto che al netto, defalacate tutte le voci imponibili, si arriva ad un netto di 4.718 euro al mese! Non è uno stipendio d’oro. Ah no?

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I rapporti di lavoro nell’epoca dell’informatizzazione dei sistemi: un sistema alienante!

L’apertura delle funzioni delle istanze online per le supplenze e le nomine in ruolo consegna anche quest’anno all’algoritmo il futuro prossimo di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori, in Lombardia e nel resto d’Italia.

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La responsabilità di firmare un contratto

Firmare o non firmare un contratto è un dilemma che si risolve facendo un onesto bilancio degli esiti di una trattativa, valutati i punti di caduta, i risultati acquisiti rispetto alle posizioni di partenza, l’universalità dei passi avanti o eventualmente indietro.

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Essere radicati per essere radicali

Il percorso di mobilitazione della CGIL prosegue senza sosta e prevede una manifestazione nazionale il 30 settembre 2023 in preparazione di un eventuale sciopero geneale in autunno. Non è un mistero, ma è sicuramente necessario chiarirne qui le ragioni politiche e sociali.

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O la borsa o la vita!

La borsa di studio è un aiuto economico riservato a chi si iscrive all’università o presso qualsiasi istituto di ogni ordine e grado. Viene finanziata da Stato, regione e dalla Tassa regionale per il DSU, che è la voce più corposa. Da diversi anni questi finanziamenti non bastano a coprire tutto il fabbisogno.

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