Cent’anni di riforma Gentile e c’è tanta strada da fare

Il 17 aprile 2023 sono stato invitato dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano a partecipare ad una discussione seminariale sulla Riforma Gentile a cent’anni dalla sua promulgazione: era prevista anche la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

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La rivalutazione della valutazione (anche numerica)

In primo piano

Quando nel 2020, in piena pandemia, come FLC CGIL abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora sulla valutazione spingendo per la riforma della valutazione nella scuola primaria (col passaggio dal voto numerico al voto descrittivo), abbiamo dato il via ad una operazione di riflessione pedagogica che aspettava soltanto di essere finalmente avviata: come funziona la valutazione -degli alunni e di sistema- e come conciliare la valutazione intesa come atto formativo con la fotografia numerica a cui siamo stati abituati.

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L’impatto del dimensionamento in Lombardia? scuola extralarge

Di recente Regione Lombardia ha reso noto il piano di dimensionamento scolastico per l’a.s. 2024-25: poche le autonomie soppresse, ma molti dubbi sulle scelte degli ultimi anni.

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Quei dati che condannano le politiche scolastiche capitalistiche

Una certa parte della politica e tutta la stampa si sono gettati sui risultati dei dati Ocse-Pisa con la voracità di uno squalo bianco, ma senza le necessarie competenze per isolare e commentare i dati, con l’onestà intellettuale che serve in questi casi.

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Le ragioni dello sciopero del 17 novembre: basta elemosine!

Il 17 novembre inizia per la CGIL una seconda fasi di mobilitazione.

La CGIL, insieme alla UIL, ha proclamato uno sciopero generale articolandolo per territori e in alcuni casi (per rispettare la legge 146) per categorie: il 17 novembre, infatti, sciopereranno lavoratrici e lavoratori del comparto della Conoscenza (Scuola, statale e non statale, università, alta formazione professionale e ricerca), insieme al personale del pubblico impiego.

 Non giriamoci troppo intorno: questo sciopero è un atto dovuto e necessario di fronte alle mancanze di questo governo, alla sua inaffidabilità, alla sua indisponibilità al confronto.

 Negli scorsi mesi abbiamo fatto assemblee e manifestazioni, abbiamo ascoltato il personale della Conoscenza, abbiamo chiesto incontri al Governo ed ai Ministeri, rivendicando:

–   un piano strutturale per il reclutamento che valorizzi i precari ed i giovani

–    una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, senza penalizzazioni

–   un adeguato ristoro salariale, a fronte della continua perdita di potere d’acquisto degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Le nostre richieste non hanno avuto risposte.

Non hanno avuto risposte i precari, anzi il Governo prevede ulteriori tagli alle sedi scolastiche, e quindi all’organico, con buona pace della lotta alla dispersione scolastica.

Non hanno avuto risposte i pensionati, anzi il Governo prevede delle nuove aliquote pensionistiche con una perdita del 20% dell’attuale valore delle pensioni.

Non hanno avuto risposte milioni di lavoratori che chiedono stipendi dignitosi: anziché pensare con la Legge di Bilancio a reperire le risorse per rafforzare il potere d’acquisto degli stipendi del pubblico impiego (l’inflazione per il triennio 2022/24 è calcolata al 18%, in Legge di Bilancio si prevedono aumenti per il 5,8%, con una perdita media di circa 300 euro per lavoratore), il Governo unilateralmente e demagogicamente definisce per decreto un anticipo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale per il solo personale di ruolo di circa 900 euro lordi medi.

 Questo Governo, il suo esecutivo, continua ad umiliare ed offendere il lavoro pubblico, proseguendo una chiara politica di impoverimento dei servizi pubblici essenziali (l’istruzione, la ricerca, la sanità …) per consegnarli nelle mani dei privati.

Sciopereremo per ribadire la nostra contrarietà allo smantellamento del sistema della Conoscenza pubblica e democratica come sancita dalla Costituzione.

E sciopereremo anche al fianco degli studenti e delle studentesse a cui si sta negando l’accesso universale al diritto allo studio universitario: la frequenza delle università è diventata un lusso che possono permettersi in pochi. Come sempre, la selezione del merito (concetto degno di un governo povero di idee) è fatta sul censo.

Sciopereremo perché sia garantito il diritto di tutte le studentesse e di tutti gli studenti ad un’istruzione ed una formazione adeguata ad ogni latitudine o longitudine, ovunque siano nati ed ovunque abbiano scelto di vivere: la Conoscenza è un bene universale che non può dipendere da politiche a geografia variabile, come vorrebbe il disegno di legge sull’autonomia differenziata.

La Conoscenza ha bisogno di investimenti strutturali, certi, che possano permettere una programmazione a lungo respiro su organici, ampliamento dell’offerta formativa contro la dispersione scolastica e per il diritto allo studio ed al lavoro di tutte e tutti, non soltanto di pochi.

La Conoscenza è l’unico strumento determinante per una reale uguaglianza civile e sociale, non può essere un titolo di uno spot propagandistico.

La FLC CGIL Lombardia invita tutte le lavoratrici ed i lavoratori dei settori della Conoscenza, pubblici e privati, dalle Scuola, all’Università, agli Enti di Ricerca, agli Enti di Formazione, ai Conservatori ed alle Accademie, a scioperare il 17 novembre dalle ore 10,00: porteremo la nostra protesta davanti al Palazzo della Regione Lombardia a Milano.

Non finisce qui, perché non ci fermeremo finché non saremo ascoltati.

Valutare per crescere

La valutazione degli apprendimenti, prima ancora che degli alunni, è fra le attività più delicate, ma qualificanti, del mestiere dell’insegnante. Le recenti curvature che ha preso la politica scolastica, soprattutto in tema di valutazione degli studenti, concepita per lo più come attività prettamente numerica e quindi legata alla graduazione delle prestazioni, allontanano la didattica dal suo ruolo guida, punto di partenza e di arrivo dell’attività dentro e fuori dalla scuola.

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Beato quel governo che ha funzionari solerti

Impressionante la solerzia delle Prefetture che in questi giorni trovano il tempo di sollecitare le Scuole (sì, avete letto bene: il Ministero dell’Interno chiede conto alle Istituzioni Scolastiche) circa le attività che intendono mettere in campo per la commemorazione della Giornata del Ricordo (10 febbraio), festa voluta dai fascisti.

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Un governo da zero in condotta!

Questo governo confonde autorità con autorevolezza: nel consiglio dei ministri del 18 settembre, insieme al ddl sulla filiera formativo-professionale, è stato varato anche un provvedimento che vuole dare un giro di vite alla maleducazione a scuola. Col 6 in condotta si potrà essere bocciati!

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Crisi globale di una “professione”

Non sono soltanto gli insegnanti italiani a denunciare le difficoltà, salariali e professionali, connesse al loro lavoro: stipendi bassi e reputazione sociale ancora più bassa sono due problemi che si ritrovano anche nella situazione dei colleghi inglesi, ungheresi, polacchi e rumeni.

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