Valutare per crescere

Una bussola per orientare e riorientare attraverso la valutazione, finalmente formativa. Diario di una ricerca in aula, di Salvatore Salzano.

La valutazione degli apprendimenti, prima ancora che degli alunni, è fra le attività più delicate, ma qualificanti, del mestiere dell’insegnante. Le recenti curvature che ha preso la politica scolastica, soprattutto in tema di valutazione degli studenti, concepita per lo più come attività prettamente numerica e quindi legata alla graduazione delle prestazioni, allontanano la didattica dal suo ruolo guida, punto di partenza e di arrivo dell’attività dentro e fuori dalla scuola.


Se è vero che qualche passo avanti verso una valutazione degli apprendimenti non condizionata dai voti, dalla tirannia dei numeri, è stato fatto almeno per la scuola primaria, dove è stata avviata -con i soliti tempi compressi e inadeguati dettati dal ministero- una valutazione senza numeri che punta più alla presentazione allo studente del percorso svolto e non alla classificazione numerica della sua vita scolastica, nella scuola secondaria del primo e del secondo grado esistono ancora molte resistenze, probabilmente per la complessità burocratica che è insita in questi gradi di scuola, ad una valutazione pienamente discorsiva.

Ciononostante da tempo, per impulso di alcuni docenti e di pedagogisti, stanno prendendo piede delle sperimentazioni che mirano a diffondere in tutta la scuola una valutazione senza numeri, o comunque più consapevole, da parte degli insegnanti e soprattutto a favore degli alunni. Perché il vero problema è cosa farne della valutazione, se utilizzarla come semplice ed imperfetta fotografia di un attimo, o farne uno strumento attivo e dinamico di apprendimento.

Si muove in questa direzione il libro Misurare e valutare.

Il lavoro di Salvatore Salzano, docente di scuola secondaria di secondo grado, è pertanto pregevole e degno di nota per diversi aspetti: intanto si recupera la dimensione di “ricerca” didattica e pedagogica che dovrebbe caratterizzare l’agire dell’insegnante. Il volume non è un diario di una sperimentazione, ma la sistematizzazione di un’esperienza da lui consolidata nel corso degli anni in una prospettiva prettamente educativa e formativa, quella della valutazione intesa come consapevolezza ed autoconsapevolezza del percorso di apprendimento.
Salzano spiega come, con quali tempi, con quali resistenze, dunque con quale logica ha operato ed opera nel corso della sua attività di insegnante, non solo nella dimensione individuale del rapporto con la classe, ma anche in una dimensione collettiva e cooperativa con tutto il collegio docenti. A testimoniare che esiste una libertà di insegnamento che può e deve essere condivisa in una cornice più ampia della singola esperienza.

L’altro valore aggiunto di questo percorso di lavoro è quello di aver chiarito e attuato modalità di comunicazione trasparente dell’apprendimento, atteggiamento tutt’altro che scontato, di cui la valutazione rappresenta un momento importante, ma non l’unico: perché un percorso di apprendimento sia sostenibile e quindi proficuo, in termini di crescita di conoscenze e competenze, è necessario che tutto sia concordato e condiviso fin dall’inizio, fra valutatore e valutato, in maniera tale da far capire quali sono gli obiettivi, quali gli strumenti e quali le modalità di verifica di acquisizione delle competenze e delle conoscenze. Per questo il lavoro svolto da Salzano nella sua scuola merita una particolare menzione, perché aumenta gli spazi di dialogo condividendo le responsabilità, facendo dello studente un protagonista attivo del processo di apprendimento. Molto utile a questo proposito le riflessioni svolte nel libro perché si radichi all’interno delle scuole un clima di consapevolezza anche dei ruoli e della possibilità di ciascuno di poter incidere.

Concretamente risulta determinante l’aver tentato di affiancare al voto numerico, che comunque resiste, un giudizio che permetta all’alunno, e all’insegnante, di comprendere a quale punto del percorso sono e quali possono essere i margini e gli obiettivi di miglioramento. La valutazione si presenta come una bussola che serve per orientare e riorientare quando serve l’insegnamento e l’apprendimento, il lavoro del docente e lo sforzo dello studente. Per questo è individuata una rubrica di valutazione e uno spazio della valutazione che tiene conto degli aspetti formali ed informali dell’attività didattica.

A questo proposito, uno spunto per il futuro su un aspetto che ritengo vada perfezionato per il futuro, ovvero lo strumento di lavoro, il foglio excel (peraltro, in pieno spirito del libro, messo gratuitamente a disposizione di tutti) con il quale tutto, paradossalmente, si ritrasforma in numero e quindi in giudizio.

Su questo passaggio è necessario operare dei supplementi di indagine, per alcuni motivi che provo a rappresentare di seguito: la parcellizzazione delle valutazioni, il tentativo di dare un voto/giudizio ad ogni attività rappresenta un eccesso valutativo e rischia di ottenere il risultato opposto, cioè di creare una ipervalutazione di tutta la vita scolastica; lo strumento comunque è un algoritmo semplificato in cui inseriti tutti i dati comunque si perviene ad un valore numerico e quindi ad un descrittore.
Se si può superare l’impasse della conoscenza specifica del software, mi pare che si debba provare a spingere il lavoro più in là e più in coerenza con le ottime premesse, cioè liberare l’azione valutativa dalla tirannia del numero e costruire più momenti di confronto, anche informali, per portare gli studenti a ragionare sul loro percorso di apprendimento.

Ciononostante l’idea di fondo, nel metodo (condivisione e coinvolgimento di tutti gli attori della attività didattica) e nel merito (affiancamento del voto numerico con un commento puntuale dei risultati raggiunti e di quelli ancora da raggiungere), sicuramente è la strada da approfondire e battere con decisione per restituire alla valutazione, ed alla funzione docente, il valore originario di attività formativa e educativa.

Per questo auspico che il lavoro di Salvatore Salzano possa procedere per ulteriori approfondimenti e soprattutto possa essere l’inizio di una riflessione più ampia che coinvolga tutta la comunità educante al fine di sottrarre la valutazione, e gli insegnanti, da ogni tipo di strumentalizzazione.

L’articolo è comparso sulla rivista Articolo33, n.3 (luglio-settembre 2023)

Trovi il libro sul sito di Edizioni Conoscenza

Massimiliano
Massimiliano
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