Oltre il voto: alla ricerca di un equilibrio pedagogico

La sfida pedagogica che ci attende riguarda la capacità di coesistenza del voto numerico in un paradigma valutativo educativo e formativo.


Quando nel 2020, in piena pandemia, come FLC CGIL abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora sulla valutazione spingendo per la riforma della valutazione nella scuola primaria (col passaggio dal voto numerico al voto descrittivo), abbiamo dato il via a una operazione di riflessione pedagogica che aspettava soltanto di essere finalmente avviata: come funziona la valutazione – degli alunni e di sistema – e come conciliare la valutazione intesa come atto formativo con la fotografia numerica a cui siamo stati abituati.

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Sorvegliare, punire, classificare, secessione didattica: la pedagogia oscurantista del Governo del Merito

Siamo di fronte ad una torsione e ad una regressione autoritaria dello Stato che pensa alla Scuola come luogo di indottrinamento e non di educazione: serve una forte resistenza democratica

Prendendo in considerazione soltanto i fatti delle ultime due settimane, l’idea di Stato e di Scuola (ovvero istruzione, formazione, ricerca) che possiamo ricavare da questo governo è a dir poco oscurantista.

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La rivalutazione della valutazione (anche numerica)

Scoperchiato il vaso di Pandora, la sfida pedagogica e culturale che ci aspetta consiste nel far convivere in modo costruttivo e formativo la valutazione numerica e la valutazione descrittiva. Abbiamo bisogno di entrambe

Quando nel 2020, in piena pandemia, come FLC CGIL abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora sulla valutazione spingendo per la riforma della valutazione nella scuola primaria (col passaggio dal voto numerico al voto descrittivo), abbiamo dato il via ad una operazione di riflessione pedagogica che aspettava soltanto di essere finalmente avviata: come funziona la valutazione -degli alunni e di sistema- e come conciliare la valutazione intesa come atto formativo con la fotografia numerica a cui siamo stati abituati.

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Valutare per crescere

Una bussola per orientare e riorientare attraverso la valutazione, finalmente formativa. Diario di una ricerca in aula, di Salvatore Salzano.

La valutazione degli apprendimenti, prima ancora che degli alunni, è fra le attività più delicate, ma qualificanti, del mestiere dell’insegnante. Le recenti curvature che ha preso la politica scolastica, soprattutto in tema di valutazione degli studenti, concepita per lo più come attività prettamente numerica e quindi legata alla graduazione delle prestazioni, allontanano la didattica dal suo ruolo guida, punto di partenza e di arrivo dell’attività dentro e fuori dalla scuola.

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Salviamo la ricerca dal doping della bibliometria

L’ossessione della pubblicazione genera strani mostri… è tempo di cambiare modello e metodo valutativo. La ricerca ha bisogno di creatività e sana competizione

Ha fatto scalpore l’inchiesta de Il manifesto sulle ricerche scientifiche del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha reciclato alcune immagini per dimostrare l’esito delle sue analisi, inchiesta confermata dalla rivista Science.

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Più Invalsi per tutti? Potrebbe avere un senso se …

La querelle estiva sui test Invalsi e gli esami di maturità porta anche spunti interessanti. Ma il vero nodo è capire a cosa serve una valutazione di sistema fatta così

L’estate, si sa, è un momento di leggerezza in cui tutti si sentono in diritto di dire qualunque cosa, prassi ormai abituale da quando la (sotto)cultura è stata sdoganata dai social media.
Accade così che tutti possono dire di tutto, anche su temi delicati come i voti di maturitù e le prove Invalsi.

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Descolarizziamo la valutazione

La valutazione come misurazione di prestazioni e classificazione di meritevoli e non meritevoli spinge verso altri indicatori come il successo personale, la competizione, la classifica.

La valutazione come misurazione di prestazioni e classificazione di meritevoli e non meritevoli spinge verso altri indicatori come il successo personale, la competizione, la classifica. Questo impianto non ha nulla di educativo e formativo, ma solo selettivo. Costruire gli indicatori sugli obbiettivi e sul percorso per raggiungerli, valutando le difficoltà e correggendo gli errori

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Ripensiamo la valutazione

La valutazione, delle persone e di sistema, è un tema spinoso che deve diventare un patrimonio di discussione collettiva.

Il tema della valutazione e quello del merito sono oramai all’ordine del giorno e stanno segnando l’inizio del nuovo Ministero dell’Istruzione e del Merito, insediatosi il 22 ottobre 2022.

Giusto un anno prima, il 20 ottobre 2021 la FLC CGIL, in collaborazione con Proteo Fare Sapere nazionale, ha organizzato un dibattito pubblico sulla valutazione, di sistema e degli alunni, e sulle prove Invalsi.

Il convegno rientra in un percorso di discussione pubblica che da anni la FLC CGIL Nazionale propone alla comunità scolastica e non solo: il tema della valutazione, l’uso che se ne fa, l’importanza pedagogica che riveste sono infatti argomenti che toccano le politiche scolastiche, ma, più in generale, le politiche di cittadinanza.

Si tratta di un tema spinoso che non deve essere evitato, piuttosto deve diventare patrimonio di una discussione collettiva, oltre ogni tipo di pregiudizio e giudizio aprioristico: la valutazione è uno strumento di verifica di un percorso, ma può diventare anche strumento di controllo e di selezione, per questo è bene fornire strumenti di analisi e di confronto.

L’obiettivo degli atti, che seguono e continuano il percorso iniziato con la pubblicazione del volume Ripensare la valutazione nella scuola e per la scuola. Riflessioni e proposte per un dibattito pubblico (a cura di Massimiliano De Conca e Giuseppe Salerno, Edizioni Conoscenza 2022), è di restituire una testimonianza documentaria rielaborata dei lavori di quella giornata, per rilanciare la discussione su quei passaggi: abbiamo rinunciato alla riproduzione fedele del dibattito, che comunque è integralmente disponibile online sul canale YouTube della FLC CGIL Nazionale, chiedendo agli attori di quella giornata un contributo sui temi della discussione.

Proprio perché riteniamo che il dibattito debba continuare, mettiamo a disposizione gli atti del convegno, ringraziando fin da ora chi vorrà fornire un contributo alla discussione.

Apparso su Articolo33 online il 13 dicembre 2022


La valutazione che educa, di Cristiano Corsini [FrancoAngeli, 2023]

Il saggio di Cristiano Corsini traccia una strada diversa per interpretare il senso dell’insegnamento e della valutazione

La crisi della pandemia da Covid ha messo a nudo delle carenze pedagogiche e didattiche che ormai da anni si trascinano in Italia e nel mondo, e non solo in ambito educativo: il ripiego sulla Didattica a Distanza (DaD, poi divenuta Didattica Digitale Integrata, DDI) ha permesso di focalizzare un arretramento nell’elaborazione pedagogica, ma soprattutto sull’uso della valutazione come strumento di certificazione dei risultati raggiunti. Al netto delle discussioni strumentali, spesso portate avanti da non addetti ai lavori, la Scuola, la parte sana e responsabile della Scuola, ha potuto ragionare su alcune pratiche di insegnamento e di valutazione che si sono cancrenizzate in questi decenni.

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L’elogio della scuola reazionaria: quello che non vogliamo

Siamo ancora di fronte ad una raffigurazione della qualità scolastica basata sugli esiti dei dati Invalsi, notoriamente limitati ad alcune discipline ma non a tutte le discipline.

La prima impressione che si ha leggendo il libro di Mastrocola-Ricolfi è di tristezza e sconforto, ma non per lo stato della scuola attuale, quanto per la scuola che i due coniugi hanno frequentato: nel loro “atto di testimonianza” la scuola generava “terrore”, condizione necessaria per immagazzinare “nozioni”, che Ricolfi e Mastrocola definiscono come “cultura”.

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