La poca trasparenza del greenpass: la Terra dei Cachi

Serve trasparenza circa la gestione politica e le evidenze scientifiche su cui si basa il parere e il livello di protezione residua da vaccino reputato idoneo a garantire sicurezza: questo comportamento schizofrenico e discriminatorio induce confusione e sospetti che ci sia altro dietro, ci siano cose non dette o non dimostrabili assunte come dogmi.
Il patto di fiducia è fortemente compromesso.

Alla base del rapporto fra il cittadino e lo Stato dovrebbero esserci fiducia e trasparenza: le leggi, le disposizioni, le indicazioni, i pareri, le campagne dovrebbero tutte essere improntate su informazioni e disposizioni a vantaggio dell’intera comunità, accompagnate da coerenza, solidarietà e giustizia.
L’esatto contrario di quanto sta accadendo con il green pass, il passaporto verde che dovrebbe permettere a tutti un ritorno alla normalità (lo ha detto Mario Draghi, in qualità di presidente del consiglio, lo ha ripetuto Roberto Speranza, in qualità di ministro della Salute).

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L’assurda guerra fra poveri per accaparrarsi i vaccini

Esiste un criterio unico per stabilire le priorità del piano vaccinale? è giusto parlare di priorità e categorie da mettere prima in sicurezza o sarebbe meglio guardare di più un interesse complessivo? L’importante è non escludere nessuno, facendo scelte organizzative coerenti con quelle politiche

E’ saltata la testa del commissario speciale Domenico Francesco Arcuri, sicuramente per la gestione farraginosa del piano vaccinale: poco male, ritorna al suo ruolo in Invitalia. Il problema enorme, adesso sulle spalle del generale degli Alpini, Francesco Paolo Figliuolo (perché se non hai due nomi e uno non è ‘Francesco’ non puoi fare il commissario speciale), è ripianificare la distribuzione dei vaccini, in un momento in cui non sono ancora sufficienti e manca del tutto una regia nazionale che individui e persegua degli obiettivi e priorità.

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