Oltre il voto: alla ricerca di un equilibrio pedagogico

La sfida pedagogica che ci attende riguarda la capacità di coesistenza del voto numerico in un paradigma valutativo educativo e formativo.


Quando nel 2020, in piena pandemia, come FLC CGIL abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora sulla valutazione spingendo per la riforma della valutazione nella scuola primaria (col passaggio dal voto numerico al voto descrittivo), abbiamo dato il via a una operazione di riflessione pedagogica che aspettava soltanto di essere finalmente avviata: come funziona la valutazione – degli alunni e di sistema – e come conciliare la valutazione intesa come atto formativo con la fotografia numerica a cui siamo stati abituati.

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La secessione didattica e le classi differenziali

Dopo la secessione dei ricchi (autonomia differenziata), Valditara vara la secessione didattica, ovvero classi differenziali per gli alunni stranieri. L’inclusione nasce a scuola.

Ha fatto scalpore la dichiarazione di qualche giorno fa del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che, per lanciare il suo libro su La Scuola dei talenti (Piemme, 2024) e per strizzare l’occhio all’elettorato leghista, si è dichiarato favorevole alla istituzione di classi differenziali per accogliere gli studenti stranieri.

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Cent’anni di riforma Gentile e c’è tanta strada da fare

Resoconto di una riforma scolastica difficile da sradicare. Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno di una pedagogia della scuola democratica

Il 17 aprile 2023 sono stato invitato dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano a partecipare ad una discussione seminariale sulla Riforma Gentile a cent’anni dalla sua promulgazione: era prevista anche la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

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Un governo da zero in condotta!

Misureremo questo governo in base alle risorse che investirà per eliminare le disuguaglianze e il disagio sociale, per rispondere all’emergenza salariale

Questo governo confonde autorità con autorevolezza: nel consiglio dei ministri del 18 settembre, insieme al ddl sulla filiera formativo-professionale, è stato varato anche un provvedimento che vuole dare un giro di vite alla maleducazione a scuola. Col 6 in condotta si potrà essere bocciati!

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (seconda parte)

Nei presupposti della buona pedagogia e della buona didattica, la scuola è l’apprendimento che determina la formazione di una persona, anche in termini di socializzazione e crescita tra pari.

Nel testo passato alla Camera lo scorso 11 gennaio, nonostante la riscrittura mediata in commissione attraverso un artificioso gioco di parole (“Al fine di promuovere la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, il Ministero dell’istruzione, a partire dall’anno scolastico 2022/2023, favorisce lo sviluppo delle competenze non cognitive nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado”) resta nella proposta di legge AC 2372 un’idea logia pseudo-pedagogica sottesa che ancora genera diverse incongruenze: quest’incursione della legge negli aspetti ordinamentali dell’insegnamento è un intervento, scomposto e ignorante (in senso etimologico), sul metodo didattico.

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Il vanverismo pedagogico dominante: una legge pericolosa per favorire l’insegnamento delle competenze non cognitive (prima parte)

L’obiettivo è quello di codificare quanto in Italia oggi ancora manca, ovvero delle Linee Guida per l’insegnamento basato sulle character skills,: come rendere più produttivi gli alunni per un inserimento nel mondo del lavoro.

È stata di recente approvato alla Camera, su proposta dei deputati Lupi, Delrio, Aprea, Toccafondi, Casa, Lattanzio, Garavaglia, Frassinetti, Palmieri, Cattaneo, Gariglio, Colucci, Calabria, Gelmini una legge “trasversale” (A.C. 2372) che prevede, a partire dall’anno scolastico 2022/23, un progetto sperimentale triennale per promuovere nella Scuola (statale, paritaria, CPIA e CFP) lo sviluppo delle competenze non cognitive.

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La valutazione che educa, di Cristiano Corsini [FrancoAngeli, 2023]

Il saggio di Cristiano Corsini traccia una strada diversa per interpretare il senso dell’insegnamento e della valutazione

La crisi della pandemia da Covid ha messo a nudo delle carenze pedagogiche e didattiche che ormai da anni si trascinano in Italia e nel mondo, e non solo in ambito educativo: il ripiego sulla Didattica a Distanza (DaD, poi divenuta Didattica Digitale Integrata, DDI) ha permesso di focalizzare un arretramento nell’elaborazione pedagogica, ma soprattutto sull’uso della valutazione come strumento di certificazione dei risultati raggiunti. Al netto delle discussioni strumentali, spesso portate avanti da non addetti ai lavori, la Scuola, la parte sana e responsabile della Scuola, ha potuto ragionare su alcune pratiche di insegnamento e di valutazione che si sono cancrenizzate in questi decenni.

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La pedagogia del sorvegliare e punire: il vademecum del ministro del merito

Giuseppe Valditara riscrive l’indirizzo pedagogico che intende dare al suo Ministero della Propaganda: siamo entrati nella pedagogia del Sorvegliare e punire.

In pochi giorni il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sciorinato ampie perle della sua visione ideologica della Scuola e della società, basata sul merito e sull’umiliazione dei più deboli.

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La pedagogia del lavoro di Giuseppe Valditara (MIM)

Il ministero dell’istruzione definisce il merito come distinzione fra studenti da avviare ai licei e studenti da avviare al lavoro. Con il solito metodo propagandistico.

Benché non ci si finisca mai di stupire e possiamo aspettarci un tale atteggiamento da “un governo del fare” come quello descritto da Giorgia Meloni nel suo discorso di insediamento (“non disturbiamo chi vuole fare“) , a leggere l’articolo comparso su Libero lo scorso 12 novembre, con intervento del ministro Giuseppe Valditara, si accappona la pelle …

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Oltre il capitale umano

L’espressione «capitale umano» è lontana dal concetto stesso di scuola. Piega l’intera società e i suoi orizzonti al mercato e alla produzione.

Riporto qui due miei scritti recenti sul tema del “capitale umano”.
L’espressione «capitale umano» è lontana dal concetto stesso di scuola. Piega l’intera società e i suoi orizzonti al mercato e alla produzione. Affermare un lessico pedagogico dove «valutare» significa «valorizzare», «insegnare» «lasciare segni» e «imparare» «essere preparati» per altre sfide. Il sapere va allontanato dall’addestramento, in quanto è sale della vita, «ciò che rende saporita la vita»

Oltre Il Capitale Umano by m.deconca