Speculazione ed extraprofitti: serve una revisione seria della politica fiscale

balneari

Un allegro tweet di Carlo Cottarelli, direttore della “scuola” economica e sociale dell’Università Cattolica (PESES), segna in maniera plastica il limite del sistema fiscale italiano e chiarisce quanto sia importarne rivedere la sua applicazione e, semmai, anche la sua necessaria revisione in chiave costituzionale.

L’errore mi pare la visione corporativa che si vuole dare alla politica ed alla politica fiscale: il messaggio di Cottarelli -che replica alla proposta controversa del ministro Giorgetti di tassare gli extraprofitti delle banchenon va, infatti, verso un tentativo di riduzione delle disuguaglianze attraverso una politica fiscale più equa (art.53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” o per dirla come Enrico Berlinguer “Chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco, chi ha nulla non paghi nulla.”), ma verso l’ennesima visione divisiva (“se pagano le banche che hanno gli extraprofitti, allora paghino anche i balneari”).

Chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco, chi ha nulla non paghi nulla.

Enrico Berlinguer

Si tratta chiaramente di una provocazione, che riesce nel suo intento, perché a questo punto la domanda successiva è: e i tassisti? e le aziende? e chi sulla crisi ha speculato?

Finché la politica non si farà carico di garantire uno stato sociale attento alle esigenze di tutti e non di alcuni, in cui tutti concorrono per le loro possibilità, non come rivendicazione, ma come riconoscimento che la ricchezza di uno è il frutto del lavoro, spesso sfruttato, di tanti, non sarà una politica equa. Ma sarà una politica corporativa, che rinuncia ad una visione di crescita comune, istiga rivendicazioni insensate e divide i cittadini segnando solchi di disuguaglianza sempre più profondi.


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