Sciopero dei settori della Conoscenza: ecco le motivazioni

Contro una legge di bilancio iniqua che scarica i costi della crisi sui lavoratori, tutelando i ricchi. Per rivendicare maggiori investimenti nei settori della Conoscenza.

CGIL e UIL hanno indetto una settimana di mobilitazione attraverso scioperi generali territoriali contro la legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento.

Si tratta di una manovra sbagliata ed iniqua
perché aumenta l’importo dei voucher invece di stabilizzare i contratti precari,
perché che aumenta la soglia per la flat tax fino a 85.000 euro per gli autonomi invece di intervenire su salari e tutele,
perché taglia il reddito di cittadinanza invece di investire in buona occupazione,
perché promuove un ennesimo condono invece di combattere l’evasione.

Per i settori della conoscenza (la Scuola pubblica, la Formazione professionale, l’Università, la Ricerca e l’AFAM) sono previsti soltanto dei tagli:

  • nessun investimento sul rinnovo dei contratti collettivi nazionali a fronte di un’inflazione al 12%
  • tagli alle autonomie scolastiche per un dimensionamento finalizzato a fare cassa riducendo la presenza delle scuole sul territorio, sempre più condannati a vedere crescere anche la povertà educativa.

Nulla, ovviamente, sulle priorità del sistema istruzione

  • dall’eliminazione delle classi sovraffollate, non più di 18 alunni per classe laddove sono presenti alunni con disabilità, 
  • all’estensione del tempo scuola nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, 
  • al ripristino dei laboratori nella scuola secondaria, 
  • all’incremento del personale ATA.

Rivendichiamo

  • investimenti per un immediato adeguamento salariale del personale dei settori della conoscenza,
  • investimenti per eliminare la piaga del precariato nei settori della conoscenza,
  • investimenti nelle Scuole pubbliche e nella Formazione Professionale regionale (settore dove il CCNL è fermo al 2013).

Massimiliano
Massimiliano
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