mezze verità

Il disegno di legge “Anticipi” (DDL 145/2023 “recante misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” incardinato in Senato) presenta un interessante intervento sul prossimo rinnovo contrattuale.

Articolo 3. (Anticipo rinnovo contratti pubblici)

1. Nelle more della definizione del quadro finanziario complessivo relativo ai rinnovi contrattuali per il triennio 2022-2024, per il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali, in via eccezionale, l’emolumento di cui all’articolo 1, comma 609, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, nel mese di dicembre 2023 è incrementato, a valere sul 2024, di un importo pari a 6,7 volte il relativo valore annuale attualmente erogato, salvi eventuali successivi conguagli. Il predetto incremento non rileva ai fini dell’attribuzione del beneficio di cui all’articolo 1, comma 281, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, come modificato dall’articolo 39 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 2.000 milioni di euro per l’anno 2023, si provvede ai sensi dell’articolo 23.

3. Le amministrazioni di cui all’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono erogare al proprio personale dipendente a tempo indeterminato l’incremento di cui al comma 1 con le modalità e nella misura di cui al medesimo comma 1 con oneri a carico dei propri bilanci.

Cosa si dice: in sostanza per tutto il personale a tempo indeterminato statale è prevista una rivalutazione del 6,7 dell’indennità di vacanza contrattuale [qui il prospetto predisposto dalla RTS per tutto il pubblico impiego], e fin qui tutto bene, però anticipata in un’unica soluzione a dicembre 2023.

Ora
1- intanto non è dato sapere perché la rivalutazione è del 6,7 (perché si tratta di un allineamento all’IPCA di giugno 2023?)

2- l’operazione di anticipo riguarda soltanto il personale a tempo indeterminato (quindi di ruolo). Dunque è prevista l’ennesima divaricazione discriminatoria all’interno del personale fra chi potrà fruire dell’anticipo a dicembre 2023, ma sarà privato dell’IVC (indennità vacanza contrattuale) per tutto il 2024 [ecco, questo è bene che lo si sottolinei: l’anticipo vuol dire che per il 2024 NON ci sarà IVC in busta paga], e chi non avrà nessun anticipo a dicembre 2023, ma percepirà regolarmente l’IVC nel 2024. Per la Scuola, settore più corposo all’interno del Comparto Istruzione e Ricerca, vuol dire che 900mila avranno l’anticipo, 250mila resteranno a bocca asciutta.

3- l’operazione non riguarderà TUTTO il personale del pubblico impiego, perché p.e. il personale degli enti locali, delle regioni, dell’università, degli enti di ricerca potranno erogare l’anticipo a loro spese.

Appare evidente il pasticcio messo in campo da questo governo, pasticcio che ha l’unica funzione di intorbidire le acque, di nascondere le magagne di un sistema che si arrabatta malamente accontentando un po’ qua e un po’ là, qualcuno sì, qualcuno no.

Ancora una volta un segnale di scarsa serietà e di visione miope delle problematiche comuni, su tutte l’emergenza salariale: a proposito di IPCA, se oggi l’Istat segnala un calo dell’inflazione attestata al 5.3%, non dobbiamo dimenticare che qualche mese fa, prima dell’estate, quando l’attenzione di tutti era concentrata sul conflitto ucraìno-russo che continua a mietere vittime e distruzione con buona pace dell’opinione pubblica che si sta interessando ad altro [show must go on!], l’andamento dell’inflazione era del 12-13% e l’IPCA segnava un’impennata anche al 16-18%.

Anziché esercitarsi in giochini di prestigio e mancette, servono un maggiore rigore ed una maggiore onestà intellettuale per governare, non la solita retorica delle mezze verità.


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