Cent’anni di riforma Gentile e c’è tanta strada da fare

Resoconto di una riforma scolastica difficile da sradicare. Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno di una pedagogia della scuola democratica

Il 17 aprile 2023 sono stato invitato dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano a partecipare ad una discussione seminariale sulla Riforma Gentile a cent’anni dalla sua promulgazione: era prevista anche la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Si è discusso di quanto è ancora presente nella scuola di oggi della riforma considerata da Mussolini stesso la “più fascista” della leggi approvate:
– Gentile vuole una scuola severa che punisce, una scuola che non dialoga;
– Gentile vuole una scuola che seleziona, giudica e classifica per voto;
– Gentile vuole una scuola respingente che nega ogni tipo di inclusione sociale;
– Gentile vuole una scuola classista e sessista, che indirizza e pre-orienta, capace di formare il gruppo dirigente e marginalizzare i meno abbienti.

Ecco, c’erano tutti gli elementi per una discussione con l’on. Valditara, visto che ci sono diverse somiglianze ideologiche fra la scuola voluta da Gentile e quella tratteggiata nei primi mesi di lavoro dal ministro del Governo Meloni.

In realtà, il Ministro ha disertato l’incontro, mandando soltanto un saluto.
Ho ritenuto però corretto mantenere le considerazioni fatte quel giorno, consegnandole ad Articolotrentatre e ricordando che purtroppo, oggi, sussistono ancora, implicitamente ed esplicitamente, tratti gentiliani in buona parte di una cattiva pedagogia che ha evitato di confrontarsi con la pedagogia della scuola democratica (Don Milani, Mario Lodi, Danilo Dolci, di cui nel 2024 corre il centenario della nascita).


Massimiliano
Massimiliano
Articoli: 168

Newsletter

Iscriviti alla mia newsletter per essere aggiornato (cadenza settimanale)

Lascia una risposta