Beato quel governo che ha funzionari solerti

Adesso ci si mettono anche i funzionari delle Prefetture: la Scuola precipita sempre più nel mood del controllo e della propaganda.

propaganda

Impressionante la solerzia delle Prefetture che in questi giorni trovano il tempo di sollecitare le Scuole (sì, avete letto bene: il Ministero dell’Interno chiede conto alle Istituzioni Scolastiche) circa le attività che intendono mettere in campo per la commemorazione della Giornata del Ricordo (10 febbraio), festa voluta dai fascisti.

–> Leggi un dossier di approfondimento che spiega bene cosa sono state le Foibe (intervista ad Eric Gobetti, storico)

Fin da principio Valditara, come ministro dell’Istruzione e del Merito, ovvero della Propaganda, ha pensato bene di gettare le basi per una rescrittura della storia, a partire dal suo primo atto, una lettera agli studenti per celebrare la caduta del muro di Berlino e ricordare le nefandezze del regime stalinista.
Nel corso dell’anno si è dato seguito alla necessità di rinnovare la didattica della storia del Giorno del Ricordo ed è stato istituito un corso di formazione estivo ad hoc.
Adesso addirittura l’arma delle propaganda passa nelle mani del Ministro dell’Interno, Piantedosi, lo stesso che da Prefetto di Roma non ha fatto nulla per impedire l’assalto squadrista alla sede della CGIL il 9 ottobre 2020, che attraverso le Prefetture sta sollecitando le Istituzioni scolastiche a comunicare l’elenco delle attività previste per una “giusta” contestualizzazione ed analisi della Giornata del Ricordo.

«QUESTE SOLLECITAZIONI rappresentano una gravissima forzatura della verità storica. Non è certo in discussione la condanna e la memoria delle foibe ma non è vero che riguardarono solo gli italiani e non è vero che si trattò di pulizia etnica. La circolare inoltre ignora colpevolmente e consapevolmente la repressione bestiale della resistenza locale da parte dei comandi militari italiani, le stragi dei civili, i crimini della X Mas sul confine orientale, i campi di concentramento fascisti in Italia dove erano internati croati e sloveni. Si deforma la storia». Queste le parole del presidente dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo, col quale ancora non è stato rinnovato il Protocollo di collaborazione per attività didattiche sulla Resistenza.

«Francamente è sconcertante, una cosa del genere non era mai accaduta. Non si comprende poi il perché si prendono queste direttive su alcuni eventi e si omette completamente di citare il 27 gennaio, la Giornata della memoria», così Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL Nazionale.

Deve far paura la solerzia con cui si sta cercando di riscrivere la storia e cancellare la memoria. Senza contare l’impostazione “pedagogico-didattica” del Ministro Valditara, sempre più impegnato nel delineare i contorni di una scuola punitiva, repressiva e selettiva (ultimo caso è quello del 6 in condotta).
Se non è regime questo, ditemi cosa dobbiamo aspettarci ancora.


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