Avvio dell’anno scolastico 2023/24 ancora in emergenza

Avvio dell’anno scolastico in continua emergenza per le scuole lombarde. La FLC CGIL Lombardia chiede un piano straordinario di stabilizzazione. 64% delle scuole non avranno il direttore dei servizi generali ed amministrativi

Al termine delle operazioni di mobilità (trasferimenti e passaggi di ruolo), il dato per l’organico scolastico delle scuole statali lombarde è allarmante: all’avvio del prossimo anno scolastico saranno vacanti circa 20.000 posti di docenti e 6.000 posti di personale ausiliare, tecnico ed amministrativo. Infatti, la mobilità in uscita ha per la Lombardia un saldo negativo: 1.700 docenti e 700 ATA hanno ottenuto la titolarità in altre regioni.

Sicuramente drammatica è la situazione delle scuole che inizieranno l’anno scolastico senza un DSGA titolare: saranno 704 (su 1.129), ovvero il 64% (5% in più rispetto lo scorso anno). 

Così come la situazione dei posti di docenti di sostegno: sono anni che la percentuale di stabilizzazione arriva a stento al 10%. Il prossimo anno saranno 9.250 i posti in organico di diritto da assegnare e quasi tutti andranno a supplenza, la maggior parte a docenti senza specializzazione. È evidente che la previsione di soli 1.170 posti di TFA per la specializzazione è una risposta inadeguata.

Tutte le scuole, per poter funzionare, hanno bisogno di avere organico stabile: la qualità dell’offerta formativa passa attraverso la lotta al precariato, la stabilizzazione e la formazione.

I canali di reclutamento, sia per i docenti, sia per gli ATA, non sono oggi adeguati a garantire la copertura dei posti, che spesso non arriva neanche al 50% delle disponibilità.

Intervento a Metroregione su Radio Popolare (5/6/23, ore 19,48)

Da anni la FLC CGIL Lombardia chiede un piano di stabilizzazione straordinario che permetta di sanare questa ferita: la precarizzazione dell’organico, dettata dall’incapacità di programmare il reclutamento dell’organico scolastico, è un attacco al diritto al lavoro e, non secondario, al diritto allo studio.

La scuola, l’istruzione, la formazione, intese come bene essenziale della nostra società, meritano particolare attenzione: serve invertire la logica dei tagli e cominciare ad investire seriamente e concretamente sugli organici e sul tempo scuola.

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